Dopo l'ormai classica pausa di Settembre dedicata alle nazionali, che ha riacceso l'entusiasmo attorno alla nuova Italia di Conte, giovane, bella e vincente, ci si rituffa nel campionato nostrano.
SEMPRE LORO - Correndo il rischio di ripetersi continuamente, bisogna ripartire, ancora una volta, da Juve e Roma. Le due squadre migliori viste finora, non solo per le due vittorie che valgono la momentanea testa della classifica.
I bianconeri, dopo aver convinto a Verona, si ripetono, e forse fanno anche di meglio, con l'Udinese. All'esordio nello Juventus Stadium, l'anno scorso fortezza inespugnabile, Allegri non stecca. Una Juve affamata come quella di Conte, e forse più dedita al possesso palla, spazza via la banda di Stramaccioni grazie alle reti di Tevez e Marchisio. Ma le buone notizie arrivano anche dalla partita di Pereyra e dall'esordio, nel finale, dell'ormai ex infortunato Morata.
La Roma si presenta ad Empoli senza Totti, Iturbe e Gervinho. Le rotazioni in vista della Champions non cambiano il risultato. L'autorete di Seppe su botta del solito Nainggolan basta e avanza. Massimo risultato con il minimo sforzo. La squadra di Sardi dimostra comunque di valere ben più degli zero punti in classifica.
ABBUFFATA MILANESE - Il duo in testa alla classifica, in realtà è un trio. Già perche il Milan esce dal Tardini con i tre punti al termine di un racconto lungo 96', che pare uscito dalla penna di uno sceneggiatore alquanto sensibile ai colpi di scena. Il 4-5 finale, tra espulsioni, errori (anche arbitrali) e giocate da ricordare (chiedere a Menez) probabilmente dà un'immagine migliore dei rossoneri rispetto alla gara di due settimane fa. Il paradosso è che la squadra con l'attacco, numeri alla mano, migliore del campionato, guidata in panchina da uno degli attaccanti d'area più incisivi della storia del calcio, sia totalmente priva del centravanti. Con Pazzini in panca e Torres in tribuna, Menez si ritaglia il ruolo di capocannoniere del campionato, Honda timbra il cartellino per la seconda volta, e senza El Shaarawy ci pensa Bonaventura a bagnare l'esordio con un gol, a suggello di una prestazione convincente. Rimane la perplessità delle molte, troppe sbavature lì dietro.
Difesa di ferro per l'Inter di Mazzarri. Anche senza Vidic la porta di Handanovic rimane ben serrata. Si allunga così a 360' l'imbattibilità: nelle quattro gare ufficiali giocate fin qui, tra Coppa e Campionato, i nerazzurri non hanno ancora subito una rete. E segnano. Il 7-0 finale porta la firma di Icardi e Osvaldo, cinque reti in due. Di Kovacic e Guarin le altre due segnature. Un'Inter che vince e convince. Il Sassuolo esce con le ossa rotte rimediando curiosamente lo stesso passivo della scorsa stagione (0-7 al Mapei Stadium) e paga ancora le bizze comportamentali di un talento come Berardo, sempre un po' troppo sopra le righe.
CHI SALE - La Lazio di Pioli si prende i tre punti all'esordio casalingo contro il Cesena. Tutti in campo i nuovi acquisti, ben sei, da Gentiletti a Djordjevic. Tutti promossi. Candreva, Parolo e Mauri mettono il timbro Mare in Italy sulla vittoria di una squadra quadrata, in crwscita, che si riprende ciò che ha perso, immeritatamente, a San Siro.
Il punto debole dell'Atalanta dello scorso anno, uno dei pochissimi punti deboli, erano le trasferte. Quest'anno ecco i primi tre punti alla prima gara lontano da Bergamo. Il 2-1 di Cagliari firmato Estigarribia-Boakye è il primo, pesante, mattoncino verso una salvezza tranquilla.
Lo 0-0 di Bergamo aveva ingannato. Il Verona di Mandorlini è sulla buona strada per ripetere il fantastico campionato scorso. Si riparte da Toni, in gol su rigore, si aggiunge l'esperienza di Rara Marquez e la velocità dei vari Nico Lopez e Juanito Gomez, in attesa del fascino della scommessa Saviola.
Tramortito in casa dalla Juve, ben oltre lo 0-1 che racconta il risultato finale, il Chievo si conferma bestia nera del Napoli. Una rete di Maxi Lopez (l'augurio di due settimane fa, ha dato i suoi frutti...) e le parate fantastiche di Bardi, a partire dal rigore neutralizzato ad Higuain, regalano i primi tre punti a Corini.
CHI SCENDE - Fin troppo scontato pensare al Napoli. La sconfitta contro il Chievo brucia: perché il tallone d'Achille dello scorso anno erano i punti persi in casa contro le piccole, perché l'ambiente ha bisogno di certezze, perché l'eliminazione di Bilbao ancora briucia. Ma il Napoli visto domenica meritava sicuramente di più. I risultati arriveranno e, a parer mio, la lotta con Roma e Juve è ancora apertissima.
Dov'è finita Zemanlandia? Assimilare preparazione fisica, schemi ed impostazione del tecnico boemo non è per niente semplice. Tuttavia un punto in due gare, due gol fatti e tre subiti, sono troppo poco. Urge un cambio di rotta.
Le prime voci, poi smentite, di uno Iachini a rischio, già iniziano a circolare. Il pareggio che sa di sconfitta dell'esordio e la rimonta subita a Verona sono due brutti segnali. Il potenziale per la salvezza c'è, Dybala su tutti, ma il tecnico rosanero avrà ancora tempo per sbagliare?
Perdere con la Roma, all'Olimpico, ci sta. Pareggiare 0-0 in casa contro un Genoa ridotto in dieci, probabilmente no. Torna Cuadrado, e si vede, ma sparisce Gomez. Una paragona di Perin sul baby Bernardeschi toglie i tre punti ai Viola ma il pubblico fiorentino, scosso dall'ennesimo infortunio di Ospitò Rossi, si aspetta di più.
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