Essere esperti di Basket, conta poco. Conoscere le regole invece, è assolutamente inutile anche perché il primo ad ignorarle è proprio l'arbitro. Sì, l'arbitro, non gli arbitri. Ce n'è solo uno, ma basta ed avanza! Un signore di mezza età, origini afro-americane, of course, con quello sguardo che ricorda vagamente Samuel L. Jackson. La pelata lucida ed un fisico decisamente "rotondo", completano l'immagine del ref a stelle e strisce.
In altri sport, come ad esempio il calcio, si dice che "l'arbitro migliore è quello che non si vede", ma in una serata come questa è tutto il contrario: bisogna vederlo, assolutamente! Con i suoi fischi ritmati a tempo di musica, le sue gag per e con il pubblico, i suoi urli all'indirizzo di giocatori indisciplinati, è parte integrante dello spettacolo, non un semplice suppellettile, ma uno dei tantissimi ingranaggi di una serata fantastica.
Le regole, dicevamo, come il tiro da 4 punti. Non preoccupatevi, non avete letto male. Si tratta di un "bollone" colorato, appiccicato sul parquet della splendida Arena Vigevano, qualche metro più in là dell'arco dei tre punti. Ci provano in tanti da quella mattonella, ed in tanti vanno a canestro. Compreso Mauro Quaroni, storico play della squadra di casa, in forza alla formazione di All Star che sfida i Globetrotters. Certo, ci vogliono quattro o cinque tentativi prima di andare a segno, tra l'altro incitato ma anche preso un po' in giro da Moose autentico mattatore della serata.
O come la regola di iniziare il secondo quarto con un 2vs2, con il numero di atleti sul parquet destinato a salire, ad ogni canestro segnato, fino al raggiungimento del classico quintetto.
Insomma, ce n'è per tutti i gusti all'interno di una serata dominata dal divertimento, in campo e sulle tribune. All'Arena Vigevano accorrono in circa duemila persone, moltissimi bambini, uno dei quali invitato in campo ed incitato da tutta la squadra per la trasformazione del suo particolare tiro libero.
Pubblico coinvolto fin dall'inizio con la mascotte Globie ad aprire la serata sulle note dei più grandi successi musicali, e con il suo "gemello ingombrante", ovvero Big G, che ripete la performance all'intervallo lungo.
Tra risate e gesti atletici ai limiti dell'immaginazione, gavettoni al pubblico e scherzi ad arbitro ed avversari, i Globetrotters si tolgono anche la soddisfazione di vincere la gara, 103-83 il risultato finale, anche se molto probabilmente nessuno se ne accorge.
Sono nove gli atleti che si alternano sul parquet, guidati da coach Hardy.
Si parte ovviamente dai due mattatori: Moose Weekes, un capellone che guida tutti gli sketch dall'inizio della serata, e Firefly Fisher, il suo alter ego, il più piccolino, lo trovi dappertutto in campo e sugli spalti, con il suo italiano stentato è un vero e proprio spasso.
Non passa sicuramente inosservato Stretch Middleton, per via delle sue treccine, ma soprattutto per i suoi 2.25 metri di altezza, un vero e proprio gigante! Tra le giocate sopraffine e gli exploit atletici di Flip White, The Shot, Spider e Squirrel, spicca anche l'eleganza dell'americana di origini nigeriane Sweet J.
Insomma, il decimo tour italiano degli Harlem Globetrotters si chiude nel migliore dei modi tra musica, divertimento e sport. L'invito, per tutti, è di non perdersi i prossimi appuntamenti live, ne vale davvero la pena!

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