giovedì 1 maggio 2014

Harlem Globetrotters Italian Tour 2014


Tornano in Italia per la decima volta consecutiva i funamboli degli Harlem Globetrotters. La squadra con la divisa a stelle e strisce ha già iniziato il suo tour italiano domenica 27 aprile, al Pala Florio di Bari, e risalirà lo stivale fino all'ultima tappa di Vigevano, domenica 4 maggio.
Spalti sempre gremiti, spettacolo garantito, tante risate e tante giocate da urlo per il team USA che affonda le sue radici nel lontano 1926, quando un ebreo di nome Abe Saperstein, ebbe l'idea di far esibire i suoi Harlem, nome che enfatizza la loro origine afro-americana, durante le pause delle orchestre nelle sale da ballo.
Da allora è stata un escalation. Prima l'America, poi il mondo intero, si innamora degli Harlem Globetrotters.
Ma vogliamo analizzare più da vicino la squadra, la storia del team, e lo facciamo grazie alle parole di Dario Ronzulli, esperto di basket e popolare voce di Radio Sportiva, che ringraziamo fin da ora.

Dario, come abbiamo detto gli Harlem hanno ormai 88 anni di storia. Addirittura vincono la competizione antenata dell'NBA nel 1930, poi si trasformano in una squadra puramente spettacolare. Cosa sono, per te, gli Harlem Globetrotters?
Il lato più ironico, divertente e scanzonato del basket. Senza l'assillo del risultato, si divertono e divertono con le basi più semplici di questo sport. Fanno tornare anche un po' bambini ed è qualcosa che non guasta mai. Però spesso dimentichiamo un dettaglio tutt'altro che insignificante: sono degli atleti dai mezzi fisici e tecnici straordinari.

Chamberlain e Tatum su tutti. Non mancano le leggende nella storia della squadra. Puoi segnalare qualche altro nome "pesante"?
Oltre ai due già citati, una menzione va fatta per gli altri tre che hanno avuto l'onore del numero ritirato. Fred "Courly" Neal, ad esempio, che ha giocato oltre 6mila partite in 22 stagioni dal '63 all'85 dal basso del suo 1.85. Oppure Meadow "Meadowlark" Lemon, che di partite ne ha giocate 16mila ed era conosciuto anche come "Clown Prince", soprannome che dice tutto. Senza dimenticare Marques Haynes, che giocò solo 6 anni con i Globetrotters prima di accettare l'offerta dell'NBA: ma bastarono per renderlo immortale. Il suo ball handling ha ispirato e ispira generazioni di giocatori. Tutti questi giocatori sono stati, tra l'altro, inseriti nella Hall of Fame di Springfield.

TNT Maddox è stata la prima, e gioca ancora, delle undici donne presenti nel roster. Ci puoi dire qualcosa su di lei?
Ha rappresentato un'ulteriore svolta per gli Harlem, seguendo il principio che loro sono portatori di un messaggio di uguaglianza. Anche tra i sessi, ovviamente. Classe '83, ha studiato a Temple ed è una che sul campo si fa rispettare. In tutte le sue interviste rimarca sempre il concetto di squadra, nel senso più ampio del termine, in riferimento agli Harlem. Ah, mi dicono anche che sia un'ottima pittrice ma non saprei confermare.

Un nome da segnalare dell'attuale roster?
A parte la Maddox, un nome conosciuto è quello di Kris Burton che nel '94 fu draftato dai Chicago Bulls ma non ha mai giocato in NBA. Poi c'è Jonte "Too Tall" Hall, grande amico di Melo Anthony, che è nella storia perché è il più basso Globetrotter di sempre. Infine occhio ad Anthony "Ant" Atkinson, che di ruolo ufficiale fa lo Showman e che un annetto fa segnò 93 punti!

Hai mai assistito ad una loro partita dal vivo? Se sì, raccontaci l'ambiente che riescono a ricreare.
Non averli mai visti dal vivo è un enorme rammarico. Spero davvero di poter ovviare quanto prima. Chissà, magari mi convocheranno... No, scherzo: al massimo posso giocare con gli sparring partner!

Grazie mille della disponibilità Dario.
Noi invece ci saremo, live. Appuntamento a domenica 4 maggio 2014, PalaVigevano. Pronti per lo spettacolo degli Harlem!

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