Dalle pagine del Guerin Sportivo, o GS, ci delizia ogni mese con interviste dal sapore vintage. La sua rubrica "Amarcord", ci fa ripercorrere i tempi del calcio più genuino. Oggi abbiamo l'opportunità di fare le nostre 10 domande a Nicola Calzaretta, in attesa di gustarci il suo nuovo libro "Alla ricerca del calcio perduto" che sarà presentato giovedì 28 novembre, presso l'Hall of Fame Sport Bistrot di Milano, alle ore 18.00.
1) Avvocato ma, soprattutto per ''noi'' appassionati, scrittore e giornalista. La tua avventura al Guerino inizia quasi per caso. Era il lontano...
... 2002, subito dopo i mondiali. Mesi prima avevo proposto all'allora direttore Andrea Aloi un pezzo della serie "Che fine hanno fatto". Ne è nata una rubrica, intitolata "C'era una svolta" che è durata quasi due anni. Aloi mi ha aperto le porte del Guerino (che io leggevo fin dal 1979), Matteo Marani mi ha valorizzato e mi ha consentito di crescere ulteriormente.
2) Da quel momento una carriera in costante ascesa. Collaborazioni varie tra radio, giornali e TV. Ma, se dovessi scegliere, qual'è ''l'attività'' che ti soddisfa di più?
2) Parlare di carriera un po' mi imbarazza. Diciamo che da una decina di anni a questa parte ho avuto molte e variegate collaborazioni, cosa che mi inorgoglisce, senza dubbio. La cosa più bella è il "tu per tu" che sta alla base delle interviste "Amarcord" per il Guerino. In molti casi ho potuto dare la "terza dimensione" alle figurine di quando ero bambino.
3) Il calcio, ma soprattutto la Juve, della quale sei tifosissimo fin da bambino, hanno in qualche modo segnato la tua vita. Facci la tua Top 11, la formazione ideale dei bianconeri.
3) Sono juventino perché mio padre è juventino. Lui infatuato della Juve di Sivori, io legatissimo alla Juve del primo ciclo trapattoniano (76-86). Il mio Top 11 è, in pratica, la formazione della stagione 82-83, credo una delle più belle in assoluto: Zoff, Gentile, Cabrini; Furino, Morini, Scirea; Bettega, Tardelli, Rossi, Platini, Boniek. Aggiungo Causio (che era andato via l'anno prima)
4) Intervistando tantissimi campioni del passato, hai potuto raccogliere testimonianze di ogni genere. E molte di queste sono raccolte nel tuo ultimo libro. Sceglie una, quella che spicca su tutte le altre.
4) Il racconto dei primi anni da giovane calciatore di molti di quelli che nel 1982 sono diventati campioni del mondo: sacrifici, lavori stagionali, rinunce. Un tratto comune nelle storie di Zoff, Tardelli, Bruno Conti, Gentile, ma anche di Pulici, Castellini e in genere di quelli nati negli anni Quaranta e Cinquanta.
5) Veniamo all'attualità. Roma, Juve e Napoli sembrano lo favorite per lo scudetto. Chi vedi in pole? Ti aspettavo una Juve così in difficoltà, soprattutto sotto il profilo dei risultati, in Champions?
5) Secco: campionato: Juve, Roma e Napoli, questa la mia previsione finale; Champions: no.
6) Oltre il calcio. Quale sport ti ha appassionato e ti appassiona più degli altri?
6) Mi piaceva il ciclismo, mi piace il volley e alcune discipline dell'atletica leggera (anche se anch'io - purtroppo - appartengo al popolo di quelli che si svegliano quando c'è l'Evento)
7) Quale invece, lo ''sportivo del secolo'', quello che secondo il tuo parere sarebbe in testa ad una ipotetica classifica. E per quale motivo?
7) Jesse Owens, Olimpiadi di Berlino 1936.
8) Oltre alla presentazione del tuo nuovo libro, quali progetti hai per il futuro?
8) C'è un nuovo libro.
9) Se dovessi dare un consiglio a chi volesse intraprendere un percorso simile al tuo, quale sarebbe?
9) Che non intraprenda un percorso simile al mio!! Non sto scherzando, io mi sono affacciato tardi al mondo del giornalismo e sconto tutta la massima precarietà del collaboratore (o freelance, che è più cool), aldilà di quello che sono riuscito a fare. Chi volesse avere consigli dovrebbe chiederli ai giornalisti professionisti. Poi se uno vuole fare come me, si prenda una bella laurea in legge, superi l'esame per avvocato, scriva per passione e rompa le scatole a chiunque, proponendo idee e cose concrete.
10) Ultima, classica, domanda a chiusura di questa intervista. Chi era Nicola Calzaretta da piccolo? Chi è adesso? E cosa farà da grande?
10) Bambino fortunato di essersi formato in ambienti sani, ricchi di valori, con tanto pallone, tante figurine e il sogno di farsi una famiglia, essere utile per gli altri e scrivere un giorno un libro. Oggi sono un marito e babbo di 44 anni, faccio ancora il Capo Scout e sogno di scrivere altri libri.
E noi aspettiamo di leggerne degli altri!
Grazie Nicola!
2) Da quel momento una carriera in costante ascesa. Collaborazioni varie tra radio, giornali e TV. Ma, se dovessi scegliere, qual'è ''l'attività'' che ti soddisfa di più?
2) Parlare di carriera un po' mi imbarazza. Diciamo che da una decina di anni a questa parte ho avuto molte e variegate collaborazioni, cosa che mi inorgoglisce, senza dubbio. La cosa più bella è il "tu per tu" che sta alla base delle interviste "Amarcord" per il Guerino. In molti casi ho potuto dare la "terza dimensione" alle figurine di quando ero bambino.
3) Il calcio, ma soprattutto la Juve, della quale sei tifosissimo fin da bambino, hanno in qualche modo segnato la tua vita. Facci la tua Top 11, la formazione ideale dei bianconeri.
3) Sono juventino perché mio padre è juventino. Lui infatuato della Juve di Sivori, io legatissimo alla Juve del primo ciclo trapattoniano (76-86). Il mio Top 11 è, in pratica, la formazione della stagione 82-83, credo una delle più belle in assoluto: Zoff, Gentile, Cabrini; Furino, Morini, Scirea; Bettega, Tardelli, Rossi, Platini, Boniek. Aggiungo Causio (che era andato via l'anno prima)
4) Intervistando tantissimi campioni del passato, hai potuto raccogliere testimonianze di ogni genere. E molte di queste sono raccolte nel tuo ultimo libro. Sceglie una, quella che spicca su tutte le altre.
4) Il racconto dei primi anni da giovane calciatore di molti di quelli che nel 1982 sono diventati campioni del mondo: sacrifici, lavori stagionali, rinunce. Un tratto comune nelle storie di Zoff, Tardelli, Bruno Conti, Gentile, ma anche di Pulici, Castellini e in genere di quelli nati negli anni Quaranta e Cinquanta.
5) Veniamo all'attualità. Roma, Juve e Napoli sembrano lo favorite per lo scudetto. Chi vedi in pole? Ti aspettavo una Juve così in difficoltà, soprattutto sotto il profilo dei risultati, in Champions?
5) Secco: campionato: Juve, Roma e Napoli, questa la mia previsione finale; Champions: no.
6) Oltre il calcio. Quale sport ti ha appassionato e ti appassiona più degli altri?
6) Mi piaceva il ciclismo, mi piace il volley e alcune discipline dell'atletica leggera (anche se anch'io - purtroppo - appartengo al popolo di quelli che si svegliano quando c'è l'Evento)
7) Quale invece, lo ''sportivo del secolo'', quello che secondo il tuo parere sarebbe in testa ad una ipotetica classifica. E per quale motivo?
7) Jesse Owens, Olimpiadi di Berlino 1936.
8) Oltre alla presentazione del tuo nuovo libro, quali progetti hai per il futuro?
8) C'è un nuovo libro.
9) Se dovessi dare un consiglio a chi volesse intraprendere un percorso simile al tuo, quale sarebbe?
9) Che non intraprenda un percorso simile al mio!! Non sto scherzando, io mi sono affacciato tardi al mondo del giornalismo e sconto tutta la massima precarietà del collaboratore (o freelance, che è più cool), aldilà di quello che sono riuscito a fare. Chi volesse avere consigli dovrebbe chiederli ai giornalisti professionisti. Poi se uno vuole fare come me, si prenda una bella laurea in legge, superi l'esame per avvocato, scriva per passione e rompa le scatole a chiunque, proponendo idee e cose concrete.
10) Ultima, classica, domanda a chiusura di questa intervista. Chi era Nicola Calzaretta da piccolo? Chi è adesso? E cosa farà da grande?
10) Bambino fortunato di essersi formato in ambienti sani, ricchi di valori, con tanto pallone, tante figurine e il sogno di farsi una famiglia, essere utile per gli altri e scrivere un giorno un libro. Oggi sono un marito e babbo di 44 anni, faccio ancora il Capo Scout e sogno di scrivere altri libri.
E noi aspettiamo di leggerne degli altri!
Grazie Nicola!

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