Cercando di muoversi districandosi tra Mito e Leggenda, cerchiamo di andare a scovare le origini dei Giochi Olimpici nell'antichità.
Partiamo da una data, e da un luogo, ben precisi: Olympia, 776 a.C.
In realtà, i Giochi di Olympia, non rappresentano la prima manifestazione sportiva organizzata dall'uomo.
Ecco quindi una carrellata dell'origine dello sport, in ogni parte del mondo.
Esistono notizie, anche se non del tutto certe, di gare di lotta fin dai tempi dei Sumeri, civiltà esistita tra il 3000 ed il 1800 a.C..
Gli Ittiti, qualche secolo più tardi, esaltavano le loro doti sportive nel combattimento, nel sollevamento pesi e nel tiro con l'arco, durante le loro feste religiose.
I Persiani invece si specializzarono soprattutto nel chogan, una sorta di antenato del polo.
Più radicata invece la cultura dello sport nell'antico Egitto.
Lo sport infatti, contribuiva a far scalare posizioni in ambito sociale. Lo stesso Faraone era molto prestante dal punto di vista fisico e dopo trent'anni di regno, proprio per dare prova della sua forza, percorreva la "Corsa del Giubileo" una corsa circolare, di circa 150 metri, che simboleggiava i confini del Regno.
Tiro con l'arco, corsa, lotta e corse con i cavalli erano il fiore all'occhiello dello sport egiziano. Non mancavano poi le ultra-maratone di circa 90 km nel deserto oltre al salto con l'asta.
Anche nel territorio che oggi rappresenta la Cina lo sport ha origini antichissime. Diverse culture utilizzavano i vari sport come la lotta, le corse ippiche ed il tiro con l'arco, sia per fini ludici, che per fini bellici.
E' tuttavia dal periodo Han (dal 230 a.C.), che lo sport inizia a fiorire nelle sue discipline più disparate come corsa e lanci, lotta e scherma, ginnastica ed arti marziali, tiro alla fune e polo, fino al golf.
Tornando poi ancora più indietro nel tempo, all'"uomo di Pechino" e quindi ben 600mila anni fa, si trovano già tracce di attività di corsa ed equestri. Successivamente poi si aggiunsero il nuoto, la pesca, il wushu, progenitore del kung-fu, ed il cuju, progenitore del calcio.
Sempre in Asia, ma spostandosi in Giappone, si scopre che lo sport nazionale, il sumo, ha origine addirittura nella mitologia della fondazione stessa del Paese nipponico.
In America i giochi a squadre con la palla sono una scoperta che risale al II millennio a.C.. I Maya poi, ne fecero una versione decisamente più cruda, il pok-ta-pok, esportata poi in Europa.
E proprio il Vecchio Continente è la "miniera d'oro" dello sport antico. Escludendo infatti la Grecia, esistono numerose testimonianze che arrivano da tutta Europa.
Nell'attuale Irlanda, i Giochi di Tailteann erano popolarissimi. Tenuti in onore della regina Tailte, questi Giochi della durata di trenta giorni prevalentemente nel mese di agosto, sono ritenuti molto importanti per la molteplicità delle discipline sportive che li caratterizzavano.
Si praticava l'hurling, una sorta di progenitore del calcio e del rugby, e nacquero discipline che poi sarebbero diventate importantissime a livello mondiale come il salto triplo, il salto con l'asta ed il lancio del martello.
Trovare collegamenti tra gli Etruschi e lo sport non è semplice. Tuttavia il ritrovamento di alcune tombe dell'epoca mostra come questo popolo praticasse lo sport solamente a livello ludico. Un importante festival, tenuto periodicamente nell'attuale Orvieto, vedeva rappresentate diverse discipline come la corsa, i salti, una sorta di lancio del disco, ma anche gare di lotta, pugilato e salto con l'asta.
L'attività sportiva più praticata era però quella equestre: le corse con i carri erano decisamente popolari a quel tempo, tanto che il re Tarquinio Prisco introdusse a Roma, durante i ludi romani, alcune gare ippiche da svolgersi nel neonato Circo Massimo.
Nonostante il popolo romano continuasse a preferire le battaglie navali inscenate all'interno del Colosseo, oltre alle lotte degli ormai famosissimi gladiatori, non mancarono dei veri e propri festival sportivi come i Giochi di Pompei e le Sebastie di Napoli.
Questa sorta di "giro del mondo" ci riporta in Grecia, perché se Olympia è considerata in qualche modo la culla delle Olimpiadi, per ricercare le origini dello sport ellenico bisogna spostarsi verso Creta, dove l'attività fisica focalizzata verso il culto del corpo, portò a diverse discipline sportive come gli esercizi ginnici, i volteggi, la lotta ed il pugilato.
Per saperne di più bisogna affidarsi alle parole di Omero che traccia diversi spaccati della società greca del tempo.
Nell'Iliade, risulta chiaro come le gare atletiche fossero indirizzate soprattutto verso i ceti elevati. I Giochi si aprivano con una corsa di cavalli con 5 bighe (e qui nacquero anche le prime vere e proprie scommesse sullo sport), seguita poi dal pugilato, dalla lotta, dalla corsa nei campi e da una battaglia in armi. Continuavano poi con il lancio del solos, una sorta di disco molto pesante, per poi concludersi con il tiro con l'arco ed il lancio del giavellotto.
Nell'Odissea invece, vengono descritte le gare disputate nell'isola dei Feaci. Qui il solos diventa "finalmente" lancio del disco, mentre la novità è rappresentata dallo halma: l'antenato del salto in lungo.
Si praticava l'hurling, una sorta di progenitore del calcio e del rugby, e nacquero discipline che poi sarebbero diventate importantissime a livello mondiale come il salto triplo, il salto con l'asta ed il lancio del martello.
Trovare collegamenti tra gli Etruschi e lo sport non è semplice. Tuttavia il ritrovamento di alcune tombe dell'epoca mostra come questo popolo praticasse lo sport solamente a livello ludico. Un importante festival, tenuto periodicamente nell'attuale Orvieto, vedeva rappresentate diverse discipline come la corsa, i salti, una sorta di lancio del disco, ma anche gare di lotta, pugilato e salto con l'asta.
L'attività sportiva più praticata era però quella equestre: le corse con i carri erano decisamente popolari a quel tempo, tanto che il re Tarquinio Prisco introdusse a Roma, durante i ludi romani, alcune gare ippiche da svolgersi nel neonato Circo Massimo.
Nonostante il popolo romano continuasse a preferire le battaglie navali inscenate all'interno del Colosseo, oltre alle lotte degli ormai famosissimi gladiatori, non mancarono dei veri e propri festival sportivi come i Giochi di Pompei e le Sebastie di Napoli.
Questa sorta di "giro del mondo" ci riporta in Grecia, perché se Olympia è considerata in qualche modo la culla delle Olimpiadi, per ricercare le origini dello sport ellenico bisogna spostarsi verso Creta, dove l'attività fisica focalizzata verso il culto del corpo, portò a diverse discipline sportive come gli esercizi ginnici, i volteggi, la lotta ed il pugilato.
Per saperne di più bisogna affidarsi alle parole di Omero che traccia diversi spaccati della società greca del tempo.
Nell'Iliade, risulta chiaro come le gare atletiche fossero indirizzate soprattutto verso i ceti elevati. I Giochi si aprivano con una corsa di cavalli con 5 bighe (e qui nacquero anche le prime vere e proprie scommesse sullo sport), seguita poi dal pugilato, dalla lotta, dalla corsa nei campi e da una battaglia in armi. Continuavano poi con il lancio del solos, una sorta di disco molto pesante, per poi concludersi con il tiro con l'arco ed il lancio del giavellotto.
Nell'Odissea invece, vengono descritte le gare disputate nell'isola dei Feaci. Qui il solos diventa "finalmente" lancio del disco, mentre la novità è rappresentata dallo halma: l'antenato del salto in lungo.

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