La prima di una lunga (almeno spero) lista di interviste ai protagonisti, sul terreno di gioco e non, del mondo dello sport, è dedicata ad una delle voci sportive più popolari della TV italiana: Pietro Nicolodi.
Mi ha concesso la possibilità di "interrogarlo" sul mondo del calcio e dello sport, e queste sono le sue interessantissime risposte.
1) Pietro Nicolodi è, per la maggior parte degli appassionati, sinonimo di Bundesliga. Come e quando è nato l’amore per il calcio tedesco ? (anche se immagino che la natìa Bolzano abbia influito non poco)
Hai perfettamente ragione, è stata decisiva la città natale. A Bolzano si vede da sempre la tv tedesca e mio papà il sabato sera mi faceva vedere sempre Das aktuelle Sport Studio. Da quel programma che faceva vedere le sintesi delle partite senza far sapere prima i risultati è nata la mia passione.
2) Di conseguenza qual è l’idolo teutonico e la squadra della quale ti sei innamorato fin da subito?
Il primo idolo è stato Franz Beckenbauer e di conseguenza ho scelto il Bayern come squadra per cui tifare. I primi anni sono stati trionfali con vittorie in serie in Bundesliga e coppa Campioni, poi è arrivato il Gladbach e ho capito che si poteva anche perdere. Una lezione importante.
3) Altra domanda sulla Germania. I piazzamenti della nazionale tedesca tra Europei e Mondiali sono sempre ottimi, raramente si vedono dei flop. Ti sei dato una spiegazione? Secondo te esiste un perché “razionale”?
E' vero riescono quasi sempre ad ottenere risultati importanti anche quando, vedi 2002 in Giappone e Corea, non hanno una grande squadra a disposizione. Penso che certe squadre nazionali abbiano dentro un qualcosa in più. Prendi l'Italia, spesso e volentieri va più avanti di quanto non sia pronosticabile (Sudafrica a parte).
4)Rimanendo in terra tedesca ma spostando l’obiettivo sull’Italia, se ti dico: Dortmund, 4 luglio 2006. Cosa ti viene in mente?
Ore 7.00 collegamento in diretta con una delle piazze principali di Dortmund. Vari interventi in diretta fino alle 15.00. Doccia e alle 17.00 via allo stadio per intervistare Hitzfeld ed Effenberg. Poi la partita da spettatore e una sensazione fantastica. Alla fine conferenza stampa con Klinsmann distrutto e Pirlo che con voce triste dice che è contento di essere in finale e aver vinto il premio di mvp. Tutto indimenticabile.
5)Dimmi qual è la tua top 11 all time, la formazione dei sogni.
Ho paura di venir fuori con una formazione discretamente sconclusionata tatticamente ma ci provo. In porta vado con Peter Schmeichel. A destra, alla faccia di Guardiola, ci metto Lahm. In mezzo, anche se il libero non esiste più, ci metto Beckenbauer e Scirea, A sinistra ballottaggio tra Maldini e Cabrini vinto dal primo per corta incollatura. A centrocampo non copre nessuno: Keegan a destra, Maradona e Platini in mezzo, Ribery a sinistra. In attacco Gerd Mueller e Messi. Con la palla facciamo quello che vogliamo, senza la vedo durissima.
6) Calcio e non solo. Coltivi una discreta passione anche per gli sport USA. Da dove nasce?
Partendo dal fatto che sono malato di una quantità industriale di sport, la passione per gli sport americani nasce dal fatto che giocavo a basket, ho fatto un po' di baseball e il campo era vicino a casa mia, l'hockey è il principale sport di Bolzano, mentre il football è arrivato grazie alla tv.
7) Il salto con gli sci invece è stato il primo amore e quindi, con esso, gli sport invernali. Qual è il tuo idolo assoluto sulla neve?
Il salto con gli sci è stato il primo sport che imitavo da piccolo e il mio idolo era Toni Innauer. Poi ho amato Gustav Thoeni, Franz Klammer e Alberto Tomba come poche cose nella vita e adesso non ho un idolo specifico.
8) Siamo ormai prossimi ai Giochi di Sochi. Armin Zoeggeler è stato eletto Portabandiera degli azzurri. D’accordo con la scelta?
Non ho mai pensato ad un altro portabandiera. Strameritato.
9) Visto che siamo in tema facci una carrellata sui possibili protagonisti, sulle gare da non perdere e sugli azzurri in competizione.
Avrei bisogno di una settimana di tempo per metterli tutti e fare previsioni adesso è molto azzardato. Tre nomi: Hirscher, Martin Fourcade e per noi Christof Innerhofer.
10) Siamo arrivati alla fine, non mi rimane che chiederti di te. Chi era Pietro Nicolodi da piccolo e chi voleva essere? Chi è oggi? E soprattutto cosa farà da grande?
Era uno che studiava sport, che avrebbe voluto fare l'atleta e che era troppo scarso per farlo. Tenevo quaderni aggiornatissimi e mimavo gli sport in camera, facendo telecronache e rumori di fondo. Fare il giornalista era l'unica soluzione possibile per tenere a bada la passione. Direi che i miei sogni sono riuscito a realizzarli tutti. In futuro spero di non rompere le scatole alla gente parlando troppo.
Chiudo aggiungendo che anche io (noi) spero che continuerai a "rompere le scatole" per molto tempo, è un piacere!
Un ringraziamento speciale quindi, al nostro Pietro che si è dimostrato una persona disponibilissima e cordialissima, oltre ad uno straordinario telecronista.
Alla prossima. Arrivederci.
Anzi, Auf Wiedersehen!
6) Calcio e non solo. Coltivi una discreta passione anche per gli sport USA. Da dove nasce?
Partendo dal fatto che sono malato di una quantità industriale di sport, la passione per gli sport americani nasce dal fatto che giocavo a basket, ho fatto un po' di baseball e il campo era vicino a casa mia, l'hockey è il principale sport di Bolzano, mentre il football è arrivato grazie alla tv.
7) Il salto con gli sci invece è stato il primo amore e quindi, con esso, gli sport invernali. Qual è il tuo idolo assoluto sulla neve?
Il salto con gli sci è stato il primo sport che imitavo da piccolo e il mio idolo era Toni Innauer. Poi ho amato Gustav Thoeni, Franz Klammer e Alberto Tomba come poche cose nella vita e adesso non ho un idolo specifico.
8) Siamo ormai prossimi ai Giochi di Sochi. Armin Zoeggeler è stato eletto Portabandiera degli azzurri. D’accordo con la scelta?
Non ho mai pensato ad un altro portabandiera. Strameritato.
9) Visto che siamo in tema facci una carrellata sui possibili protagonisti, sulle gare da non perdere e sugli azzurri in competizione.
Avrei bisogno di una settimana di tempo per metterli tutti e fare previsioni adesso è molto azzardato. Tre nomi: Hirscher, Martin Fourcade e per noi Christof Innerhofer.
10) Siamo arrivati alla fine, non mi rimane che chiederti di te. Chi era Pietro Nicolodi da piccolo e chi voleva essere? Chi è oggi? E soprattutto cosa farà da grande?
Era uno che studiava sport, che avrebbe voluto fare l'atleta e che era troppo scarso per farlo. Tenevo quaderni aggiornatissimi e mimavo gli sport in camera, facendo telecronache e rumori di fondo. Fare il giornalista era l'unica soluzione possibile per tenere a bada la passione. Direi che i miei sogni sono riuscito a realizzarli tutti. In futuro spero di non rompere le scatole alla gente parlando troppo.
Chiudo aggiungendo che anche io (noi) spero che continuerai a "rompere le scatole" per molto tempo, è un piacere!
Un ringraziamento speciale quindi, al nostro Pietro che si è dimostrato una persona disponibilissima e cordialissima, oltre ad uno straordinario telecronista.
Alla prossima. Arrivederci.
Anzi, Auf Wiedersehen!

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